Corano

Nel mese di Ramaḍān del 610 circa, sul monte Ḥirāʼ a Mecca, Muḥammad – Iddio lo benedica e gli doni la pace –, a 40 anni (o 43) riceve da parte dell’angelo Gabriele la prima rivelazione del Corano, la parola di Iddio (Allāh). La rivelazione proseguirà fino alla Sua morte – Iddio lo benedica e gli doni la pace – che avviene nel 632.

Dalla biografia del Profeta Muḥammad – Iddio lo benedica e gli doni la pace – di Ibn Isḥāq / Ibn Hišām[1]:

Disse il Messaggero di Allāh – Iddio lo benedica e gli doni la pace –:

“Dormivo quando Gabriele mi portò un panno di seta coperto di lettere e mi disse: ‘Leggi!’. Risposi: ‘Che devo leggere?’. Allora mi strinse nel panno in modo tale che credetti morire. Poi mi lasciò libero e mi disse ancora: ‘Leggi!…’. Risposi: ‘Che devo leggere?’. Allora mi strinse nel panno in modo tale che credetti morire. Poi mi lasciò libero e mi disse ancora: ‘Leggi!…’. Risposi: ‘Che devo leggere?’. Domandai che cosa dovevo leggere, per timore che mi trattasse ancora come aveva fatto, ed egli disse: ‘Leggi, in nome del Tuo Signore, che ha creato, ha creato l’uomo da un grumo. Leggi, chi il tuo Signore è il Generosissimo, colui che ha insegnato lᶜuso del calamo, ha insegnato all’uomo ciò che non sapeva!’ (XCVI, 1-5). Così io lessi, e Gabriele mi lasciò. Mi svegliai, ed era come se quelle parole mi si fossero impresse nel cuore. Uscii dalla caverna e mentre stavo ritto sul monte udii una voce dal cielo che chiamava: ‘Muḥammad Tu sei l’inviato di Iddio e io sono Gabriele!’. Alzai il capo per vedere chi mi parlava e vidi Gabriele in figura d’un uomo alato, coi piedi sull’orizzonte e chiamava: ‘Muḥammad! Tu sei l’Inviato di Iddio e io sono Gabriele! ‘. Rimasi immobile sul posto a guardarlo senza poter né avanzare né retrocedere, poi distolsi lo sguardo da lui volgendolo lungo l’orizzonte, ma non c’era punto dove non lo vedessi in quella guisa".

Il Corano è diviso in 114 capitoli detti sure, a loro volta divise in 6236 versetti (sing. āya, pl. āyyāt), 77.934 parole e 3.474.000 consonanti. Il Corano viene diviso anche in 30 parti (juzʾ), mentre col termine izb (letteralmente “parte") o manzil (letteralmente “casa") viene indicata ogni sessantesima parte del Corano. La ripartizione più anticamente attestata è quella di recitare il Corano per juzʾ, anziché per izb/manzil.

Le sure sono divise in meccane e medinesi, a seconda del periodo e del luogo in cui furono rivelate. Le sure nel Corano non sono disposte in ordine cronologico, ma in base alla lunghezza.

Il Corano è di origine divina. Fu rivelato al Profeta Muḥammad – Iddio lo benedica e gli doni la pace – nell’arco di 23 anni attraverso l’angelo Gabriele. Il Profeta Muḥammad – Iddio lo benedica e gli doni la pace – era un illetterato e man mano che gli veniva trasmesso lo memorizzava. Anche molti suoi compagni lo memorizzarono. Nel corso del tempo il Profeta – Iddio lo benedica e gli doni la pace – e molti suoi compagni – Iddio sia soddisfatto di loro – memorizzarono tutto il Corano. A quel tempo in Arabia e in diverse parti del mondo la trasmissione del sapere avveniva oralmente, era così per i testi, per le opere letterarie, per le genealogie. Durante l’ultimo Ramadan, il Profeta – Iddio lo benedica e gli doni la pace – recitò due volte il Corano davanti all’angelo Gabriele (Buḫari, 1902, 4997, 4998). Contemporaneamente all’inizio della rivelazione e alla memorizzazione del Corano, iniziò anche il processo di scrittura. Il Profeta – Iddio lo benedica e gli doni la pace – utilizzava alcuni suoi seguaci come copisti; parti del Corano erano conservate presso di lui – Iddio lo benedica e gli doni la pace – e anche presso i suoi compagni.

La raccolta del Corano.

Subito dopo la morte del Profeta – Iddio lo benedica e gli doni la pace –, molte tribù arabe provarono ad abbandonare l’Islam e a separarsi dall’autorità di Medina. Nelle battaglie che seguirono (ridda) molti ḥuffaẓ (memorizzatori dell’intero Corano) morirono ed emerse il problema legato alla preservazione dell’intero Corano. E così, il primo califfo Abū Bakr, su suggerimento del secondo califfo ᶜUmar – Iddio sia soddisfatto di loro –, chiese di mettere per iscritto il Corano, ordinato per sure, così come lo insegnava il Profeta e così come gli ḥuffaẓ lo avevano memorizzato e lo recitavano. L’incarico fu affidato a Zayd b. (b. oppure ibn, figlio di) Ṯabit che era stato uno scriba al servizio del Profeta – Iddio lo benedica e gli doni la pace –, egli preparò una copia che confrontò con la recitazione degli ḥuffaẓ.

Dal Saḥiḥ Bukhari[2]:

LXVI I MERITI DEL CORANO

Nel nome di Dio Clemente e Misericordioso .

Come la rivelazione discese e che cosa fu rivelato per primo.

Disse il figlio di ᶜAbbās: «Il Corano è il garante di tutti i libri sacri precedenti».

Narrò Abū Hurayrah:

Il Profeta – Iddio lo benedica e gli dia eterna salute – ha detto:

«Non vi è mai stato nessun profeta al quale non fossero concesse cose che gli uomini immancabilmente credettero. Quel che io ho ricevuto è una rivelazione ispirata da Dio a me, e spero che nel Giorno della Resurrezione sarò, fra i profeti, quello col massimo numero di credenti».

Il Corano fu rivelato nella lingua dei Quraysh e degli Arabi. Corano arabo (XII, 2; XX, 112; XXXIX, 29; XLI, 2) significa «in lingua araba chiara».

Narrò Anas figlio di Mālik:

ᶜUṯmān ordinò a Zayd figlio di Ṯābit, a Saᶜīd figlio di al-ᶜĀṣ, a ᶜAbd Allāh figlio di al-Zubayr e a ᶜAbd al-Raḥmān figlio di al-Ḥāriṯ figlio di Hišām, di trascrivere il Corano in volumi, e disse loro: «Se in qualche punto del Corano non siete d’accordo con Zayd, scrivetelo nella lingua dei Quraysh, perché il Corano fu rivelato nella loro lingua». E così fecero.

La raccolta del Corano.

Narrò Zayd figlio di Ṯābit – sia soddisfatto Iddio di lui –:

Dopo la strage di al-Yamāmah, Abū Bakr mi mandò a chiamare; era con lui ᶜUmar. Disse Abū Bakr – sia soddisfatto Iddio di lui:

«ᶜUmar è venuto a dirmi:

“Il giorno della battaglia di al-Yamāmah vi è stata grande strage di recitatori del Corano, e io temo fortemente che lo stesso avverrà in altre regioni e che buona parte del Corano andrà perduta. Penso perciò che tu dia ordine di riunire tutto il Corano”.

Io dissi a ᶜUmar: “Come faresti tu una cosa che l’Inviato di Dio – Iddio lo benedica e gli dia eterna salute – non hai mai fatto?”.

“Perdio, sarebbe bene farlo!” rispose, e continuò ad insistere con me finché Iddio mi aprì il petto e mi trovai d’accordo con lui».

Continuò Zayd:

Abū Bakr mi disse:

«Tu sei giovane, intelligente, insospettabile, e in passato scrivevi le rivelazioni che riceveva l’Inviato di Dio – Iddio lo benedica e gli dia eterna salute –. Ricerca dunque assiduamente il Corano e riuniscilo».

Perdio, se Abū Bakr mi avesse incaricato di trasportare una montagna, non sarebbe stata per me cosa tanto pesante come il suo ordine di riunire il Corano. Lo ricercai, raccogliendolo dai sassi e dagli steli di palma su cui era scritto e dalla memoria degli uomini, e finalmente trovai anche gli ultimi due versetti della Sura del pentimento (IX)2 presso Abū Ḫuzaymah al-Anṣārī, mentre non li avevo trovati presso nessun altro, dalle parole: Un apostolo, d’infra voi stessi, è venuto a voi (129), sino alla fine della Sura.

Le sette / dieci letture o recitazioni del Corano

Con il termine arabo qirā’a (qirā’a pl. qirā’āt) si intendono alcune varianti nella recitazione / lettura del Corano. Le più note sono le sette canoniche (“le sette letture”) che selezionò Ibn Muǧāhid (m. 935/824) a Baghdad pubblicamente, supportato dalle autorità, mediante sforzo interpretativo (iǧtihād). Ogni lettura fa riferimento a un recitatore (qāri’ pl. qurrā’) e a due trasmettitori (rawi, pl. ruwah), esse sono:

  • Nāfiᶜ di Medina (m. 785/169), trasmettitori Qalūn e Warsh
  • Ibn Kaṯīr della Mecca (m. 737/120), trasmettitori al-Bazzy e Qunbul
  • Abū ᶜAmr ibn al-ᶜAla di Bassora (m. 770/154), trasmettitori ad-Dury e as-Sūssy
  • Ibn ᶜĀmir di Damasco (m. 736/118), trasmettitori Ibn Dhakwân e Hishâm
  • ᶜAṣim di Kufa (m. 744/127), trasmettitori Shuᶜba (m. 809/193) e Hafs (m.796/180)
  • Ḥamza di Kufa (m. 772/156), trasmettitori Khalaf e Khallâd
  • al-Kisāᶜī di Kufa (m. 804/159), trasmettitori Abū-l-Hârith e ad-Dury

Più tardi, alle sette letture se ne aggiunsero altre tre:

  • Khalaf (di Kufa) – morto nel 229 [trasmettitori Idriss e Ishaq]
  • Abū Jafar (di Medina) – morto nel 130 [trasmettitori Ibn Wardān e Ibn Jammāz]
  • Yaqūb (di Kufa) – morto nel 205 [trasmettitori Ruaiss e Rawh].

Le letture più diffuse sono le seguenti[3]:

Nella seguente tabella per ogni lettura / recitazione del Corano sono indicate le zone in cui sono maggiormente diffuse:

Recitatore

Trasmettitore

Area geografica in cui è utilizzata

Le sette letture

Nāfiᶜ

Warsh

Algeria, Morocco, in alcune zone della Tunisia, dell’Africa occidentale e del Sudan

Qalun

Libia, Tunisia e alcune zone del Qatar

Ibn Kaṯīr

al-Bazzi

Qunbul

Abū ᶜAmr al-ᶜAla’

al-Duri

In alcune zone del Sudan e dell’Africa Occidentale

al-Suri

Ibn `Amir

Hisham

In alcune zone dello Yemen

Ibn Dhakwan

Hamzah

Khalaf

Khallad

al-Kisa’i

al-Duri

Abū al-Harith

Abū Bakr `Asim

Hafs

Nel mondo islamico in generale

Ibn ᶜAyyash

Le tre letture

Abū Jaᶜfar

Ibn Wardan

Ibn Jamaz

Yaᶜqub al-Hashimi

Ruways

Rawh

Khalaf al-Bazzar

Ishaq

Idris al-Haddad

Un pò di lessico e le scienze sul Corano

 

ᶜilm al-qirā’āt: scienza delle letture, è una disciplina teologica che si occupa dello studio delle varianti canoniche e non del Corano.

qāri’ o muqr’, pl. qurrā’: lettore professionista del Corano

ᶜilm at-taǧwīd: è la scienza che si occupa della corretta recitazione del Corano: lettura retta ed elegante pronuncia del Corano salmodiato, con le sue pause, i suoi toni, i suoi ritmi, le sue nasalizzazioni e sfumature melodiche, la pronuncia speciale di certe vocali e consonanti

La recitazione coranica è di tre specie:

  • tartīl, recitazione lenta;
  • ḥadr recitazione rapida;
  • tadwīr, recitazione media.

ᶜilm an-nasiḫ wa’l-manuḫ: Scienza dell’abrogante e dell’abrogato

Le interpretazioni dei significati del Corano nelle altre lingue

Il Corano rilevato in lingua araba è inimitabile, è per questo motivo che nelle altre lingue si parla di interpretazioni dei significati e non di traduzioni.

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Il Corano. Testo originale a fronte di G. Mandel (a cura di)

[1] Tratto da Il Corano di Bausani, la traduzione è stata leggermente adattata.

[2] Tratto da Sahih al-Bukhari, Detti e fatti del profeta dell’Islam di Noja, la traduzione è stata leggermente adattata.

[3] Per un confronto fra le due recitazioni si veda questo articolo: THE DIFFERENT ARABIC VERSIONS OF THE QUR’AN.

[4] Per informazioni più dettagliate si veda: Le sette letture / recitazioni e i trasmettitori del Corano